Il Cristo-orologio capovolto, simbolo di una Chiesa ribaltata

Un’installazione colorata con una enorme insegna al neon davanti all’altare e un Cristo-orologio, appeso a testa in giù con le braccia crocifisse a fungere da lancette orarie. Opera realizzata dall’artista austriaco Manfred Erjautz e sono state commissionate direttamente dal vescovo della diocesi locale in persona, Hermann Glettler.

di Lupo Glori (20-03-2019)

Un’installazione colorata con un’enorme insegna al neon davanti all’altare e un Cristo-orologio, appeso a testa in giù con le braccia crocifisse a fungere da lancette orarie. Potrebbe essere l’ennesima provocazione all’interno di qualche spazio artistico contemporaneo in cerca di pubblicità ma, ahinoi, ci troviamo invece, niente di meno che, all’interno della cattedrale di San Giacomo di Innsbruck e nella Spitalkirche zum Heiligen Geist, la storica chiesa dell’Ospedale del capoluogo del Tirolo settentrionale.

Le opere, che potranno essere visitate durante il periodo liturgico della quaresima, sono state realizzate dall’artista austriaco Manfred Erjautz e sono state commissionate direttamente dal vescovo della diocesi locale in persona, Hermann Glettler, meglio conosciuto come il vescovo-artista e, per questo, responsabile dell’area “Arte e cultura” presso la Conferenza episcopale austriaca.

Il vescovo Glettler con indosso l’innovativa casula in pvc

Quello tra Glettler e Erjautz è un sodalizio artistico rodato e “fortunato” visto che, già nel 2004, quando l’attuale vescovo di Innsbruck era ancora parroco a Graz, l’insolito duo si era guadagnato le prime pagine dei giornali e delle principali riviste d’arte per aver realizzato un servizio fotografico in cui mons. Glettler si era fatto immortalare con indosso una “casula in PVC”.

Un’ “opera” che, per il suo alto “valore artistico”, era addirittura finita sulla copertina del catalogo d’arte 2018 del museo benedettino dell’abbazia austriaca di Admont. Oltre che per essere l’autore del paramento sacerdotale in cloruro di polivinile, Erjautz è noto per avere realizzato, sempre nel 2004, una croce composta da mattoncini LEGO, sormontata da un camioncino al posto del corpo di Gesù che è stata installata sull’altare della Jesuiten kirche (Chiesa dei Gesuiti) di Vienna con l’obiettivo “artistico” dichiarato di dare un tocco di “giocosità”, relativizzando la serietà e la sacralità della cerimonia liturgica.

Glettler danzante con Kristina Ploder, Chairman of the Board of Trustees of Caritas.

L’impegno del vescovo di Innsbruck per la promozione dell’arte moderna (blasfema) all’interno degli spazi sacri è continuato poi negli anni successivi. Prima di essere nominato vescovo del capoluogo tirolese da papa Francesco il 27 settembre 2017, Glettler si è infatti distinto per le proprie “doti artistiche”, nel 2014, attraverso una particolarissima installazione d’arte, intitolata Wounded Light, che rappresentava una rivisitazione in chiave moderna della statua del Sacro Cuore di Gesù.

Mentre, solo pochi mesi fa, nell’ottobre 2018, il vescovo tirolese ha confermato il suo ruolo di mecenate dell’arte contemporanea sacrilega, dando il proprio beneplacito all’affissione sulla facciata della cattedrale di San Giacomo della scritta a caratteri cubitali «Fino a quando Dio avrà la barba io sarò femminista». Un’iniziativa dell’artista austriaca Katharina Cibulka volta a prendere di mira, secondo i dettami politically correct dell’odierna agenda gender, i principali simboli istituzionali di stampo “patriarcale”.

Il vescovo di Innsbruck, Hermann Glettler, assieme al vescovo di Linz Manfred Scheuer.

Le installazioni di arte contemporanea all’interno degli spazi sacri promosse dal vescovo di Innsbruck fanno parte di una strategia ben precisa che vede nell’arte, poco importa se blasfema, un moderno strumento di evangelizzazione. Il 13 marzo 2019 Glettler, invitato presso la Catholic Private University di Linz a tenere una conferenza dal titolo, Per un plus di vitalità: un contributo alla missione culturale attuale della Chiesa, ha infatti chiarito il proprio pensiero in materia, spiegando come il compito della Chiesa odierna sia quello di fare proprio lo spirito del Concilio Vaticano II, inteso come un cambio di paradigma che porti ad una trasformazione della Chiesa stessa da rigido luogo di conservazione ad un fluido luogo di innovazione e apertura all’altro e al diverso.

In tale prospettiva, il Cristo-orologio appeso a testa in giù all’interno della storica cattedrale di San Giacomo, principale luogo di culto cattolico della città di Innsbruck, segna l’ora drammatica della Chiesa cattolica odierna, offesa e ribaltata per mano dei propri stessi pastori.

FONTE: corrispondenzaromana.it

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Un pensiero su “Il Cristo-orologio capovolto, simbolo di una Chiesa ribaltata

  1. Forse il Vescovo Glettler non sà che il Cristo capovolto è simbolo satanista? Spero vivamente che questa sia solo una “coincidenza”, ma comunque andrebbe immediatamente tolto! Indipendentemente dalla simbologia deprecabile, la mia proverbiale ignoranza avrebbe bisogno che qualcuno le spiegasse cosa ci sia di artistico!!!

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