Il vescovo telepredicatore che svilisce il pane eucaristico

Il vescovo di Pinerolo ha tolto al suo popolo le Messe, ma in compenso ogni giorno tiene una trasmissione su Youtube dove si mostra a una tavola poco curata, riflesso della poca cura che mette nell’Eucarestia. E lì rivela i suoi problemi di fede: «Gesù ha preso il pane per significare la sua presenza», dice. Ma la Messa non produce un pane che significa la presenza di Cristo. Nella Messa, quel pane offerto sull’Altare, diventa Cristo, non è più pane.

Il Vescovo della Diocesi di Pinerolo ha ritenuto opportuno sospendere le Messe. Non vi è nessun decreto governativo che lo chieda e nessuna decisione della Conferenza Episcopale Italiana che lo imponga, ma Mons. Derio Olivero ha ritenuto di vietare la celebrazione dell’Eucaristia in via preventiva, sia per scongiurare un eventuale contagio nelle chiese, sia per solidarietà con quanti non possono tenere aperte le loro attività lavorative. La decisione è stata presa e comunicata in accordo con il pastore valdese Gianni Genre.

In compenso, il mons. Derio tiene ogni giorno una trasmissione streaming chiamata: “Prepariamo cena con il vescovo”. Con questa iniziativa, Sua Eccellenza desidera farsi vicino ai suoi fedeli mentre sono a tavola e condividere con loro il momento più intimo di ogni famiglia dando senso ad ogni suo elemento.

Giuro che non mi sono interessato personalmente a questa iniziativa, né alla vicenda delle Messe sospese. Un amico mi ha girato il video del Vescovo a tavola, credendo di farmi piacere. Sa che amo la buona cucina, conosce la mia passione per lo stare insieme a tavola e, siccome sono single e spesso mangio da solo, sa che curo sempre e comunque la tavola, perché desidero dare senso al cibarmi. Così mi ha girato il video dicendomi: “Lo apprezzerai”. In realtà, questo caro amico mi ha fatto passare l’appetito. Ma non gliel’ho detto.

Ho guardato la puntata del 12 Novembre e da lì mi sono chiesto chi fosse questo Vescovo. In seguito ho ricostruito la sua scelta di chiudere le Messe nella sua diocesi, unica diocesi in Italia a farlo (in Italia vi sono 226 diocesi). Così ho anche letto il suo comunicato di sospensione Messe, intitolato “Chiudiamo per aprire!”.

Ho fatto due tipi di considerazioni che vorrei condividere con voi.

Le prime considerazioni sono di fede. Ho subito comparato il ruolo del pastore valdese a quello di mons. Derio. Fondamentalmente il pastore Genre ha sospeso un momento comunitario di preghiera o di lettura e riflessione della Parola Dio. Sua Eccellenza ha di fatto sospeso il sacrificio di Cristo. Mi pare ci sia un abisso. Mentre i primi sono stati privati di un momento comunitario che possono comunque vivere in casa o in streaming, i secondi sono stati privati dell’incontro reale con Cristo presente nell’Eucaristia, realtà che non si può sostituire con nessuna preghiera e nemmeno con la Messa vista in tivù. Per questo la mia è una considerazione di fede. La Messa, vissuta completamente anche con la Comunione, non può essere sostituita da nulla, perché non è semplicemente un momento di incontro tra amici, nemmeno un momento di preghiera, neppure un’occasione per approfondire la propria fede. La Messa è il Signore Gesù che si dà a me nel suo sacrificio in croce e mi unisce intimamente a sé nella Comunione. Sarebbe come dire ad una mamma: tuo figlio è lontano? Non preoccuparti, guarda la sua fotografia o rileggiti i messaggi Whatsapp.

Però, guardando il video di Derio del 12 novembre, non mi stupisce che sospenda con tanta facilità le celebrazioni eucaristiche. Infatti nel video parlando del pane dice: “Lui (Gesù) ha preso il pane per significare la sua presenza”. Eh no, monsignore. Qui c’è un problema di fede. La Messa non produce un pane che significa la presenza di Cristo. Nella Messa, quel pane offerto sull’Altare, diventa Cristo, non è più pane. Guardando quel pane che è stato consacrato io non guardo qualcosa che mi ricorda il gesto dell’ultima cena e quindi Colui che l’ha compiuto. Guardando quel pane io ormai guardo quel Qualcuno: vedo, tocco, mangio Cristo stesso. Per questo non posso fare a Meno della Messa se non costretto, come una madre non può fare a meno di abbracciare suo figlio se non costretta.

Le seconde considerazioni sono di natura estetica. Il Vescovo di Pinerolo, non potendo incontrare i suoi fedeli alla Mensa eucaristica, desidera almeno incontrarli alla mensa della sua cucina. Per questo ha dato vita a suddetta iniziativa “Prepariamo cena con il vescovo”. Lasciatemelo dire, mi riferisco sempre al video del 12 Novembre, che contesto squallido… La tipica tavola di chi, vivendo solo, non si tratta bene. Tovaglia di plastica, fettina di imprecisato pezzo di carne sul piatto, coltellino seghettato per tagliare il salame, bottiglione di vino da litro… capite perché mi è passato l’appetito?

Ma purtroppo anche qui c’entra la fede. Mi spiego. Un Parroco che stimo, al termine delle Messe più solenni, in cui riviviamo i misteri principali della nostra fede, usa sempre dire: “Adesso andate a casa e mangiate bene, fate festa. La vostra tavola sia bella, curata e solenne come oggi lo è questo Altare”.

Probabilmente Sua Eccellenza, non dando il giusto contenuto alla Mensa dell’Eucaristia, non sa poi dare il giusto valore alla mensa della famiglia. E la sua trasmissione quotidiana dovrebbe più adeguatamente titolarla: “Tabernacoli chiusi, dispense aperte”.

LUIGI CORTI

LA NUOVA BQ (19-11-2020)

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