La storia dei due James, uno riverito e l’altro punito

Con la notizia che al sacerdote conservatore P. James Altman è stato chiesto dal suo vescovo di dimettersi, ci si trova di fronte al contrasto tra P. James Altman e un altro prete controverso, P. James Martin, SJ. Vale la pena esaminare i due sacerdoti e vedere come sono stati trattati.

di P. Dwight Longenecker (26-05-2021)

Con la notizia che al sacerdote conservatore padre James Altman è stato chiesto dal suo vescovo di dimettersi, ci si trova di fronte al contrasto tra padre James Altman e un altro prete controverso, padre James Martin, SJ.

Entrambi i sacerdoti hanno una sorta di voce profetica nella Chiesa – P. Altman dalla parte conservatrice e P. Martin da quella liberale. P. Altman castiga i cattolici che hanno votato per Joe Biden. P. Martin ha apertamente sostenuto Biden. Come tali, i due P. James sono i testimonial delle due Chiese cattoliche in America oggi. P. Altman per la versione tradizionale, ortodossa e rigorosa del cattolicesimo; P. Martin per la versione accomodante, relativistica e soggettiva del cattolicesimo. P. Altman: dottrinale. P. Martin: pastorale. P. Altman: razionale. P. Martin: sentimentale.

È interessante che entrambi i sacerdoti si considerano sostenitori della vera fede e si considerano come coloro che dicono la verità al potere. P. Martin fa una campagna contro l’omofobia istituzionale e lamenta l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. P. Altman si batte contro una gerarchia cattolica che va a letto con il partito democratico amante dell’aborto.

In tali situazioni è fin troppo facile per le persone da una parte o dall’altra lanciare le parole “H”. Il nemico viene bollato come ipocrita, eretico o entrambi.

Pertanto, vale la pena esaminare i due sacerdoti e vedere come sono stati trattati.

James Martin è documentato per aver sostenuto il ministero pro-LGBTQ New Ways, che è stato punito dalla Chiesa per aver promosso insegnamenti che sono contrari alla fede cattolica. Ha lodato la suora dissidente (dalla dottrina, ndr) Suor Gramick, definendola una santa. In molti modi manipolativi e subdoli, ha usato la sua piattaforma mediatica per promuovere la benedizione delle unioni dello stesso sesso e per incoraggiare l’omosessualità.

Sembrerebbe che la sorta di “voce profetica” di P. Martin sia amata dalla gerarchia cattolica contemporanea. P. Martin non sarà punito in alcun modo. Non gli verrà chiesto di dimettersi dal suo prestigioso incarico di redattore, di rinunciare al suo stile di vita da celebrità newyorkese, o di allontanarsi dal suo enorme pulpito sui social media. Invece, viene celebrato e nominato guru della comunicazione in Vaticano e invitato a un tête-à-tête personale con il papa.

Altman, invece, ha sostenuto senza paura la fede cattolica tradizionale e non si è mai avvicinato a predicare qualcosa di contrario al Vangelo. Il suo peccato? Essere “divisivo”. Perché, posso chiedere, nessuno ha suggerito che New Ways Ministry e P. Martin (che hanno scandalizzato migliaia di cattolici) sono divisivi?

Oltre alle questioni di contenuto, si potrebbe anche considerare la questione dello stile. P. Martin ha padroneggiato uno stile dolce e congeniale. P. Altman è più conflittuale. Quale stile è più simile al Vangelo che entrambi i sacerdoti dicono di predicare? P. Martin rappresenta il Gesù maestro gentile – il Gesù effeminato con un sorriso debole e un polso flaccido. P. Altman, d’altra parte, suona più come il Gesù che chiamava i farisei “figli di Satana e tombe imbiancate”. Lo stile di P. Martin è “tutto ciò che chiediamo è di dare una possibilità alla pace”. Quello di P. Altman è “non sono venuto a portare la pace ma una spada”.

Lo scontro tra le due chiese in America oggi ricorda il conflitto giansenista-gesuita nella Francia del XVIII secolo. Mentre la fede era sotto attacco sia da parte del protestantesimo che dell’illuminismo, i cattolici francesi respingevano una sorta di calvinismo cattolico chiamato giansenismo. Nel frattempo, i gesuiti offrivano una visione accomodante, cercando di incontrare le persone dove si trovavano e di adattare la fede ai loro bisogni e alle loro credenze.

Nel suo libro Rethinking the Enlightenment, lo storico Joseph Stuart analizza queste due risposte – l’austera lotta di resistenza e l’accomodamento mondano – e dice che nel corso della storia una terza via è stata quella più positiva e fruttuosa. Questa è la semplice via del discepolato radicale… non maledicendo il buio, ma accendendo una candela. La risposta all’attuale divisione nella Chiesa cattolica, personificata dai due P. James, è che i sacerdoti e le persone comuni evitino gli estremi e cerchino di vivere un cristianesimo radioso, radicale e rivoluzionario, facendo quello che possono con quello che hanno dove sono.

Questa è la visione che ho esposto nel mio libro di prossima pubblicazione, Beheading Hydra. A Radical Plan for Christians in an Atheistic Age. Ironicamente, questo modo in realtà soddisfa il desiderio di combattere e il desiderio di accomodare perché la vita cristiana radicale vince le bugie e gli inganni del diavolo mentre afferma anche ciò che è bello, buono e vero nella nostra società.

FONTE: crisismagazine.com. TRADUZIONE: sabinopaciolla.com

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