Serbia: il card. Stepinac raffigurato all’inferno in una chiesa ortodossa. Mons. Hocevar (Belgrado), “chiederò un incontro con il patriarca Porfirije”

Il beato cardinale Alojzije Stepinac è stato dipinto all’inferno sull’affresco di una chiesa ortodossa che rappresenta il Giudizio universale.

“Chiederò un incontro con i vertici della Chiesa ortodossa serba”. È il commento a caldo pubblicato sul sito dell’arcidiocesi di Belgrado di mons. Stanislav Hocevar (nella foto in alto), arcivescovo della capitale serba, interpellato sulla questione della raffigurazione del cardinale croato Alojzije Stepinac dipinto nell’inferno sull’affresco di una chiesa ortodossa che rappresenta il Giudizio universale.

Mons. Hocevar ha deciso di incontrare il parroco di Bela Crkva, il responsabile religioso ortodosso della zona, ma anche l’artista degli affreschi e poi ne parlerà con il vescovo cattolico di Zrenjanin e con il vescovo ortodosso e alla fine con il patriarca serbo Porfirije. Cercherà inoltre di fare “il massimo per risolvere al più presto la questione attraverso il dialogo”.

L’arcivescovo di Belgrado – si legge nella nota – informerà del caso anche il nunzio apostolico in Serbia. “Come è possibile che un tempio cristiano mandi qualcuno all’inferno – cosa di cui non osa parlare tutta la Chiesa?”, si chiede il presule che ritiene il fatto “una terribile offesa a Dio per cui tutti dobbiamo fare penitenza e atto di riparazione”. Si tratta della chiesa ortodossa dedicata a San Giovanni teologo, nella cittadina Bela Crkva, nella regione Vojvodina della Serbia. Zona in cui abitano diversi cattolici e infatti nel paese c’è anche una parrocchia cattolica. La chiesa è stata incendiata quattro anni fa e ristrutturata ma il fatto della presenza di un cardinale all’inferno, presumibilmente Stepinac, è uscito in questi giorni.

“A nome della Chiesa cattolica in Serbia, chiedo perdono a tutti i cattolici in Croazia e all’intero popolo croato perché non siamo stati informati prima su questo caso”, afferma l’arcivescovo di Belgrado. E aggiunge di essere “sorpreso che la nostra Chiesa cattolica qui in Serbia, nella diocesi di Zrenjanin dove è accaduto il fatto, non ha informato di questo”.

agensir.it

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