Canada, bimbi abusati e sepolti: le bufale e le scuse che mancano

Lo scandalo planetario dei bambini indiani abusati e seppelliti nelle scuole cattoliche canadesi come al solito era una bufala. I vescovi si sono affrettati a chiedere perdono, ma per cosa? Semmai è il governo Trudeau che dovrebbe chiedere scusa.

di Rino Cammilleri (18-02-2022)

Ricordate lo scandalo planetario dei bambini indiani abusati e seppelliti nelle scuole cattoliche canadesi? Come al solito, bastava aspettare e la verità vera sarebbe venuta a galla. Il Canada si sarebbe risparmiato l’incendio di diverse chiese papiste e il Vaticano i 30mln di dollari da destinare a iniziative di pacificazione coi nativi locali. Il sito Aleteia.org riporta lo studio effettuato dallo storico Jacques Rouillard dell’università di Montreal.

Tutto parte da chissacchì ma fa niente, e subito i media sparano che «centinaia di bambini» sono stati «sepolti segretamente» in «fosse comuni» nei terreni di scuole cattoliche in tutto il Canada. Alcuni addirittura «uccisi». Nientemeno. Rouillard è andato a vedere le carte (e ha fatto anche presto, visto che lo scandalo è dell’anno scorso) e ha ristretto il cerchio: innanzitutto non si tratta dell’intero Canada ma solo della Scuola Residenziale Indigena Kamloops.

I documenti dicono che in detta scuola tra il 1915 e il 1964 – mezzo secolo – sono morti in tutto 51 bambini, i più di malattia e alcuni per incidente. Ma allora – direte voi – donde il montaggio sul caso? Un semplice sentito dire. La leader indigenista Rosanne Casimir aveva parlato di 215 bambini «scomparsi», alcuni di appena tre anni, nei terreni di quella scuola: disse che si trattava di una voce corrente nella comunità indiana.

Le prospezioni radar confermarono la presenza di «anomalie» nel terreno. L’antropologa Sarah Beaulieu supervisionò le scansioni e disse che, sì, poteva trattarsi di «sepolture». Voi che cosa avreste fatto a quel punto? Vi sareste messi a scavare per vedere se era vero. Invece no, nessuno scavo è mai stato fatto, né allora né poi. Ma, come dicono i marxisti, chissenefrega dei fatti.

Il premier canadese Justin Trudeau si affrettò a dichiarare che «resti mortali sono stati ritrovati nell’ex scuola residenziale di Kamploops». Sic. E che «questo doloroso promemoria di quel capitolo oscuro e vergognoso della storia del nostro Paese», ahimè, «mi spezza il cuore». L’uomo dal cuore tenero non a caso ha trasformato il Canada nella patria del politicamente corretto più avanzato. Un altro core spiezzate è quello della Cina –tenetevi forte- che nel giugno 2021 ha chiesto al Tribunale dei Diritti Umani dell’Onu di processare i responsabili dei «resti umani» di Kamloops.

I vescovi canadesi, lionhearts, si sono affrettati a esibirsi nell’ultimo sport in voga tra i prelati: chiedere perdono. E prima ancora di sapere de che. Ma se proprio qualcuno deve scusarsi, in omaggio alla political correctness così cara al governo canadese, è il governo canadese stesso. Infatti, quelle scuole erano state a suo tempo create e finanziate allo scopo di integrare i figli dei nativi. Cioè, di farli diventare cittadini secondo il modello allora in voga: capelli corti, lavati e pettinati, vestiti da bianchi e istruiti.

Per quest’opera il governo si avvalse delle congregazioni religiose, di cui quelle cattoliche erano solo le meglio organizzate. E poi se si parla di complotto ci danno addosso? Come nel caso del film Magdalene, non a caso Oscar, e poi Il caso Spotlight, Oscar pure lui, e via premiando, se non c’è una regia in tutti questi pretesi scandali che coinvolgono la Chiesa cattolica e puntualmente smentiti quando è troppo tardi, allora Agatha Christie non capiva niente di gialli.

lanuovabq.it

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