Irlanda, suore donano un terreno; ripagate con una violenta campagna d’odio

Clamoroso caso in Irlanda: un terreno di grande valore donato allo Stato dalle Suore della Carità nel 2012 per la costruzione di un ospedale dedicato alla maternità, diventa il pretesto per lanciare una dura campagna anti-cattolica dopo il referendum che ha introdotto l’aborto nel paese.

di Ruadhán Jones (20-05-2022)

Nel giornale per cui lavoro, The Irish Catholic, questa settimana abbiamo riportato il caso paradossale delle Religious Sisters of Charity (RSC), “trattate come mostri” dai media e dai politici irlandesi per aver donato un terreno al governo. Le suore erano disorientate e sconvolte, ha detto una fonte confidenziale a The Irish Catholic: da quanto hanno scritto i media “penseresti che siamo la personificazione del male”, ha detto una suora.

Le suore peraltro non hanno neanche reagito in modo duro, pur considerando il fatto che da dieci anni subiscono una campagna organizzata che le dipinge nel peggior modo possibile diffondendo anche teorie complottiste anticattoliche.

Tutto questo in realtà ha origine da un atto di carità ben intenzionato, ma profondamente ingenuo, da parte delle Suore della Carità per aiutare il governo irlandese. L’Irlanda ha bisogno di un nuovo ospedale per la maternità e nel 2012 le suore hanno offerto gratuitamente un terreno, che ha un valore di oltre 200 milioni di euro, per consentire la costruzione di un nuovo Ospedale Nazionale per la Maternità (NMH).

Fin dall’inizio, questo accordo si è rivelato controverso, in particolare si sono subito create preoccupazioni per stabilire la proprietà e le linee etiche. Dopo la legalizzazione dell’aborto in Irlanda nel 2018, l’opposizione è cresciuta con governo e religiose da una parte che affermavano che tutte le cure per la maternità – come definite dalla nuova legge – sarebbero state garantite. Dall’altra i partiti di opposizione e la stampa, che vedevano ad ogni passo del sempre più complesso accordo giuridico un tentativo di far rientrare subdolamente l’etica cattolica dalla porta di servizio. Ora, un sondaggio del Sunday Independent suggerisce che due terzi degli irlandesi non sono soddisfatti dell’accordo: il 45% ha affermato di credere che ci sarebbe stata un’influenza religiosa nei servizi medici forniti.

In parte, questo è il risultato dell’ingenuità delle suore riguardo al Diritto canonico. Infatti esse non avevano il potere di donare, affittare o vendere un pezzo di terra dall’alto valore economico senza l’approvazione del loro vescovo locale e del Vaticano. E alla fine questo si è rivelato un boomerang, consentendo ai media di diffondere l’idea che il Vaticano voglia “imporre” la sua visione etica a un ospedale laico.

Le suore si sono fatte in quattro per soddisfare le richieste, malgrado siano state trasmesse con ostilità e un evidente sentimento anticattolico. Così facendo, hanno concesso più di quanto molti cattolici avrebbero voluto. L’ordine ha dichiarato che le suore non saranno in alcun modo coinvolte nell’ospedale, trasferendo le loro quote a un ente no profit che si dichiara laico, il St Vincent’s Holdings CLG. E sul terreno una volta appartenente alla Chiesa verranno offerti servizi sanitari che si oppongono al Magistero, come l’aborto, la fecondazione in vitro e altre forme simili di maternità

Eppure neanche tutto questo basta. I presunti rapporti segreti dell’ordine religioso con il Vaticano sono ancora citati come prova del tentativo della Chiesa di esercitare il suo controllo “opprimente” sull’assistenza sanitaria irlandese.

Il terreno appartiene al Campus del St Vincent’s Hospital, che fino a cinque anni fa era gestito dalle suore. L’ospedale è stato fondato nel 1834 per facilitare le suore nel loro lavoro di beneficenza per prendersi cura delle vittime del colera, e ha continuato a fornire eccellenti servizi sanitari fino ad oggi. Nel frattempo, le suore hanno continuato le loro opere di carità, avvicinandosi ai detenuti, ai senzatetto e ai migranti.
Ora, si potrebbe pensare che, dato il grande lavoro svolto dalle sorelle nel valorizzare i poveri e i malati sofferenti, e dato che stavano offrendo gratuitamente una terra importante nella capitale irlandese, fosse loro dovuto un debito di gratitudine.

Ma non è così. In primo luogo le suore sono state cacciate dal loro stesso ospedale, rinunciando nel 2017 al controllo e cedendo quest’anno le azioni di cui erano ancora in possesso. E ora, anche se il governo irlandese ha firmato un accordo che conferma che l’NMH andrà avanti, le suore e la loro eredità vengono attaccate. Basta solo riferire alcuni dei commenti di politici irlandesi nelle ultime due settimane.

“Per troppo tempo le donne in questo Paese sono state deluse dallo Stato e dalle autorità ecclesiastiche, spesso lavorando in tandem. Dobbiamo denunciarli ora”, ha detto Ivana Bacik del Partito Laburista.
“È a causa del passato oscuro e dei confini sfocati tra Stato e chiesa che sono felice che le suore se ne siano andate dal nostro sistema sanitario. Sono lieto che il Vaticano non abbia alcun ruolo nell’assistenza sanitaria o della maternità in Irlanda, perché l’influenza religiosa nell’assistenza sanitaria sarebbe inappropriata quanto per me chiedere al parroco di dire qualcosa nella sua omelia durante la messa. È la legge irlandese e non il diritto canonico che determina le nostre leggi e i nostri valori come nazione”, ha affermato Emer Higgins del partito politico Fine Gael.
“Mi chiedo se [la preoccupazione per la potenziale eredità religiosa circostante il NMH] abbia qualcosa – qualsiasi cosa – a che fare con circa 200 anni di oppressione e controllo da parte della Chiesa sui nostri corpi, le nostre vite e le speranze che avevamo riposto per il futuro delle donne e delle ragazze in questo paese dopo aver vinto con l’abrogazione [di protezioni contro l’aborto nella costituzione irlandese]”, ha affermato Bríd Smith del partito People Before Profit Alliance.

Questi sono solo alcuni dei commenti, e neanche dei peggiori, che invece includono le più vili teorie cospirazionistiche e anticattoliche. In effetti, se il Vaticano non avesse dato via libera in modo controverso il desiderio delle suore di cedere il controllo della terra, questo ciclo di isteria anti-Chiesa sarebbe già svanito.

Per come stanno le cose, gli attivisti pro-aborto non hanno nulla da temere: questo ospedale eseguirà le “procedure”, che violano la morale della Chiesa, e senza alcun dubbio, questa vicenda si è ritorta contro la Chiesa in Irlanda, usata come un’opportunità per eliminarla dalla sfera pubblica.
Non ci dovrebbe sorprendere, ma è comunque uno spettacolo doloroso per i fedeli cattolici. I nostri grandi operatori di carità, passati e presenti, ora sono dipinti come mostri malvagi.

lanuovabq.it

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