Samantha D’Incà poteva vivere. Cronaca di una morte ingiusta

Samantha D’Incà, la donna trentenne rimasta in coma dopo un intervento chirurgico, è stata “lasciata andare” per volontà della famiglia. Il padre, nominato amministratore di sostegno, ha deciso di interrompere le cure e l’alimentazione, poi di somministrare la sedazione profonda. In meno di una settimana Samantha è morta. Ma non era moribonda, poteva vivere. La decisione è stata presa per il “best interest” della donna incapace di esprimersi, perché quella vita non era ritenuta degna di essere vissuta. Ma è una morte ingiusta, anche se la legge italiana ormai la permette: nessuna vita è inutile.

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“Aborto di bimbi Down è discriminatorio”. Governo inglese a giudizio

Inizia oggi l’udienza che vede sotto accusa la legge che consente l’aborto fino a 24 settimane, ma fino al nono mese in caso di disabilità come la sindrome di Down. La coraggiosa azione di due donne: «Se la diagnosi è confermata c’è una pressione fortissima per abortire. È una legge offensiva».

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Aborto, il conto salato: 5 miliardi per eliminare 6 milioni

A 43 anni dall’approvazione, una delle poche certezze è che la Legge 194 è stata un totale fallimento. Pro Vita & Famiglia presenta il primo studio sui costi economici e sociali dell’aborto: spesi circa 120 milioni all’anno. E con l’aborto domestico da RU 486 tornano anche gli aborti clandestini che si diceva di voler eliminare approvando la legge. Nasce un osservatorio permanente sull’applicazione della 194.

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“L’aborto è liberante”, ma la senatrice smentisce l’attrice

Jameela Jamil ha parlato dell’omicidio in grembo come della “scelta migliore della mia vita”. A pensarla così sono diverse celebrità che ipotizzano carrirere altrimenti interrotte o vite rovinate. Ma una senatrice della Sud Carolina, Melissa Oremus, ha ricordato la povertà in cui viveva quando a 16 anni rimase incinta: “Mi sono rimboccata le maniche, così oggi sono qui e ho pure una figlia meravigliosa”. Lo Stato ha poi vietato l’aborto oltre la sesta settimana ma i giornali danno voce solo agli sponsor della morte.

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USA, Compagni di strada diabolici: Satanic Temple per l’aborto

La rivista Rolling Stone, in un intervento a firma di David S. Cohen, ha descritto ai suoi lettori la battaglia pro aborto da parte del Satanic Temple. Fra i principi dei satanisti “il proprio corpo è inviolabile” e ogni restrizione all’aborto viene considerata alla stregua di una violazione della libertà religiosa. Per questo si battono, finora senza successo, nei tribunali statali e federali negli USA.

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Chi non è d’accordo… se ne deve annà!

San Tommaso d’Aquino, Il più grande teologo di tutti i tempi, all’inizio delle lezioni mostrava ai suoi allievi una mela dicendo: «Questa è una mela. Chi non è d’accordo, può andar via». Il Doctor Communis voleva far capire che non è il pensiero a determinare l’essere, ma è l’essere che determina il pensiero. La superbia infatti fa ritenere che il nostro pensare sia il fondamento dell’essere, mentre invece l’umiltà ci porta ad osservare e argomentare l’essere delle cose, soprattutto in quelle divine.

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