Idolatria è prostituzione, adulterazione della vera Fede in Gesù, unico Dio

Le cronache di Papa Francesco

Il rimprovero di san Paolo alla comunità dei Corinzi (1Cor.11,17-34; in particolare il verso 34: “E se qualcuno ha fame, mangi a casa“…) era indirizzata a quella cultura greca che vedeva – quale massima espressione dell’appagamento col divino, o la divinità – le libagioni, banchetti funebri con relative danze, confondersi con i riti sacri, continuata anche nelle prime comunità diventate però cristiane.

Lo stesso san Gregorio il Taumaturgo fu costretto, per un tempo di transizione, ad istituire alcune feste dei martiri per soddisfare alcune abitudini dei pagani convertiti al cristianesimo… disciplinando così la transizione tra il piacere profano (balli e banchetti) e la serietà del culto sacro con la vera gioia spirituale. Fu poi san Giovanni Crisostomo ad “imporre” ad Antiochia la sobrietà e la DECENZA all’interno della Chiese, rimproverando quanti credevano di fare “opera pia” chi onorava il culto a Dio o il culto ai defunti…

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Chi non è d’accordo… se ne deve annà!

San Tommaso d’Aquino, Il più grande teologo di tutti i tempi, all’inizio delle lezioni mostrava ai suoi allievi una mela dicendo: «Questa è una mela. Chi non è d’accordo, può andar via». Il Doctor Communis voleva far capire che non è il pensiero a determinare l’essere, ma è l’essere che determina il pensiero. La superbia infatti fa ritenere che il nostro pensare sia il fondamento dell’essere, mentre invece l’umiltà ci porta ad osservare e argomentare l’essere delle cose, soprattutto in quelle divine.

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Kasper & Co. dalla parte dei potenti

Il cardinale tedesco Walter Kasper, discepolo del neo-modernista gesuita Karl Rahner, in una recente intervista, commentando l’esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, ha detto i vescovi tedeschi hanno ora “il vento in poppa per risolvere tali situazioni [quelle dei battezzati che hanno divorziato e hanno contratto una seconda unione civilmente, ndr] in un modo umano”. Per quanto riguarda quei vescovi che continueranno a difendere l’immutabile dottrina evangelica, Kasper spiega che “non tutti i cattolici la pensano come noi tedeschi. Qui [in Germania] può essere consentito ciò che in Africa è proibito. E allora il papa dà libertà per differenti situazioni e futuri sviluppi”.

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