Basta profanazioni: le chiese non sono mense!

Il rimprovero di san Paolo alla comunità dei Corinzi (1Cor 11,17-34; in particolare il versetto n. 34: “E se qualcuno ha fame, mangi a casa”) era indirizzata a quella cultura greca che vedeva — quale massima espressione dell’appagamento col divino, o la divinità — le libagioni, banchetti funebri con relative danze, confondersi con i riti sacri, continuata anche nelle prime comunità diventate però cristiane. Qui nella foto, l’aggravante è che stanno facendo anche la tombolata, e non sono certo “poveri”!

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Chi non è d’accordo… se ne deve annà!

San Tommaso d’Aquino, Il più grande teologo di tutti i tempi, all’inizio delle lezioni mostrava ai suoi allievi una mela dicendo: «Questa è una mela. Chi non è d’accordo, può andar via». Il Doctor Communis voleva far capire che non è il pensiero a determinare l’essere, ma è l’essere che determina il pensiero. La superbia infatti fa ritenere che il nostro pensare sia il fondamento dell’essere, mentre invece l’umiltà ci porta ad osservare e argomentare l’essere delle cose, soprattutto in quelle divine.

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