Racconto di una Confessione Moderna. Con Lieto Fine, per Fortuna.

C’era una volta il peccato… E c’è ancora.

di Marco Tosatti (04-05-2021)

Carissimi Stilumcuriali, Veronica Cireneo, che conoscete perché è già apparsa su queste pagine con dei suoi gentili e apprezzati contributi, ci ha inviato questo ricordo-meditazione che rappresenta molto bene lo stato attuale della Chiesa, nei suoi aspetti deleteri, e anche, fortunatamente, in quanto resta di speranza. Buona lettura. 


CONFESSIONI MODERNE  e SANTE ECCEZIONI .

Oggi voglio raccontare un evento, che mi ha visto involontariamente protagonista, un po’ di tempo fa.

Girovagando per Chiese, alla ricerca di una Messa e confessione, specialmente durante le vacanze, è possibile, ahinoi, che ci si imbatta in qualche “fiera”.

“Ma quale peccato? Il peccato non esiste. Esistono le ferite!”

Esordì così, nel Santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo, in Puglia, nell’estate di 3 anni fa, il sacerdote nel confessionale alle mie parole:

”Padre, voglio riconciliarmi con Dio. Ho peccato!”

A sinistra del confessionale, la gigantografia del vescovo vestito di bianco …

Riprendo:” Chi glielo ha detto che il peccato non esiste, quell’uomo lì? (indicando la foto di Bergoglio)

Risponde: ”Come si permette di chiamarlo quell’uomo lì?!?!?! Ritiri quello che ha detto! ”

Ed io:” E Lei come si permette di andare contro la Parola, la Vita è il Sacrificio di Dio?  Ritiri quello che ha detto”.

Il sacerdote:” Se ne vada. Io non la assolvo”

Io: “Me ne vado. Da cosa mi vuole assolvere se il peccato non esiste?”

Fine della confessione.

Tre giorni in shock, prima di riprendermi spiritualmente.

Per non parlare, durante la Santa Messa, celebrata subito dopo dallo stesso sacerdote, dell’omissione tra le parole drammatiche della frase: “OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI” che annulla la Transustanziazione, invalidando la Messa.

Le ho aggiunte io quelle PAROLE dal banco ad alta voce, un attimo prima di andarmene via, mentre il sacerdote guardandomi, impallidiva.

Questo fu il mio primo impatto personale con un rappresentante della chiesa stravagante, di sheentoniana memoria, a cui più di un altro, purtroppo è seguito…OREMUS

A seguito di questo evento e durante lo stesso viaggio estivo,  periodo in cui non è bene farsi mancare il contatto col SACRO, risalendo in autostrada verso nord, volante alla mano, raggiunsi il Molise alla volta di un sacerdote noto per essere molto severo nelle confessioni, soprattutto quelle generali di una vita.

Circa trecento km per recuperare la conciliazione tra Dio e l’anima mia.

Così, raggiunto, in una piccola cappellina, sacerdote in talare, alla presenza del Santo Tabernacolo il benedetto sacerdote ascoltò devotamente e attentamente la mia lacrimosa confessione.

Alla Sua volta disse: “Figlia, non è così grave il tuo peccato. Allora in espiazione dirai: tre rosari dolorosi, che reciterai prima delle prossime tre messe che dovranno essere consecutive. Aggiungerai a questo lo studio della vita di un santo, possibilmente dottore della Chiesa, a tua scelta”.

Dentro di me pensai: “E meno male che il peccato non era grave!”

Domanda :”Quale dei due sacerdoti ha compiuto la volontà di Dio? Quale ha amministrato meglio il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, lavacro Preziosissimo che rigenera?

Beato quel fedele generoso nell’autoaccusa e benedetto quel sacerdote che abbondano nella dose della penitenza invita alla preghiera, da cui scaturisce ogni bene…

Dio benedica e confermi i Suoi Ministri!

Stilum Curiae

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